l' Inizio del Declino delle Limonaie

Nel 1855, dopo 15 anni dalla costituzione della Società Lago di Garda, nel momento di maggiore espansione e produttività, apparve una terribile epidemia chiamata Gommosi, che ridusse il raccolto a 1/3 portando alla rovina molte famiglie. Nonostante i vari tentativi di porre rimedio ad un danno così vasto, la produzione ebbe un decremento del 70-80% in meno di 20 anni.
 
La situazione peggiorò ancor più con l’inizio della Prima Guerra Mondiale. Gli abitanti di Limone sul Garda, per ragioni di sicurezza, dovettero abbandonare case e terreni. Molto legname usato per coprire le serre venne requisito dalle autorità militari e usato per le baracche e le trincee per le truppe dislocate sulle vicine montagne trentine.
 
Nell’autunno 1931 venne finalmente completato il tratto stradale tra Gargnano e Limone, tanto voluto da Gabriele D’Annunzio, che lo volle denominare Meandro (strada coperta e tortuosa). Questa strada serpeggiante lungo la riva occidentale del Lago di Garda, con ben 77 supefacenti, scure gallerie scavate nella roccia delle montagne a strapiombo, ruppe il lungo isolamento ma la situazione economica non migliorò molto, soprattutto per quei paesi che più avevano investito nell’agrumicoltura.

L’aumento del costo della manodopera e dei materiali, la mutata gestione dei fondi agricoli, il diminuito valore dovuto alla maggiore offerta degli agrumi provenienti dall’Italia meridionale e dall’estero, la scoperta della formula per la sintesi chimica dell’acido citrico, il maggior scambio di merci provenienti dal meridione in seguito all’Unione d’Italia e al potenziamento della rete stradale e ferroviari, furono tutti motivi che spinsero gli abitanti del Garda ad abbandonare la coltivazione degli agrumi, dedicandosi ad altre colture più redditizie, cercando lavoro nelle fabbriche o addirittura emigrando.
 
Nel 1939 l’organizzazione commerciale e la relativa esportazione controllata della Società Lago di Garda venne a cessare. Dopo la Seconda Guerra Mondiale al fine di ridurre i costi, i proprietari si arrischiarono ancora una volta a tenere le serre aperte durante l’inverno. Purtroppo nel gennaio 1985 sedici giorni con una temperatura al di sotto dello zero causò la morte della maggior parte degli alberi.
La seconda metà del XV secolo fu caratterizzata dal nascente turismo di massa, con un sostanziale cambiamento nel paesaggio. I vecchi magazzini dei pescatori vicino ai porti e le case nel centro storico sono state ristrutturati, negli uliveti sono state costruite nuove case; la maggior parte dei magazzini delle limonaie, i caselli, sono stati attentamente modificati e sono diventati residenze estive e spesso nelle cole sono state ricavate piscine.  

 

tratto dal libro "I giardini di limoni del Lago di Garda dal passato al presente" di Leila Losi